In relazione al post del 29 aprile sul lavoro del comitato istituito per studiare il Capitale Naturale del nostro Paese, segnalo che è
pubblicato sul sito del ministero dell’Ambiente il primo Rapporto sullo Stato
del Capitale Naturale, consegnato a febbraio al Presidente del Consiglio Paolo
Gentiloni e al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Il documento affronta il legame tra lo stato dell’ecosistema, il
benessere sociale e le prospettive economiche.
Secondo quanto si legge sul sito, il documento è frutto
del lavoro del Comitato per il Capitale Naturale, cui hanno partecipato nove
ministeri, cinque istituzioni di ricerca pubbliche, Regioni, Comuni e nove
esperti scientifici, il Rapporto raccoglie le informazioni rilevabili sullo
stato di conservazione di acqua, suolo, aria, biodiversità ed ecosistemi,
avviando un modello di valutazione del Capitale Naturale. Questo viene
inquadrato all'interno di cinque Ecoregioni terrestri (Alpina, Padana,
Appenninica, Mediterranea Tirrenica e Mediterranea Adriatica) e le Ecoregioni
marine del Mediterraneo che interessano l’Italia (Mare Adriatico, Mare Ionio e
Mediterraneo Occidentale). Dall’analisi emerge che l’Italia è uno dei paesi più
ricchi di biodiversità, con 6.700 specie di flora vascolare e oltre 58.000 faunistiche,
ma che sono molti i fattori di pressione antropica: tra questi i cambiamenti
climatici, l’inquinamento, i rifiuti, il consumo di suolo e l’abusivismo
edilizio, gli incendi dei boschi e la perdita di biodiversità marina,
l’invasione delle specie aliene, lo spreco di acqua, la copertura artificiale
del suolo che determina distruzione del paesaggio.
Il Rapporto completo sullo stato del Capitale Naturale si scarica al seguente indirizzo:
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