Cosa fanno le guerre, oltre ad ammazzare persone e distruggere il costruito? Inquinano, moltissimo, e non solo dove si fa battaglia.
Come se non bastassero infatti le vittime e le macerie, già di per sé sufficienti a ripudiare, per usare le parole della Costituzione, l’attività più orrenda che l’uomo ha inventato, le guerre producono devastazioni ambientali, emissione di sostanze inquinanti e tossiche nell’aria, nell’acqua, nel suolo, e spreco di energia che va ad acuire i problemi già noti sul consumo delle risorse.
Dopo i dati dell’Ucraina (che la Russia insiste a colpire dopo oltre 4 anni), arrivano i dati dell’inquinamento prodotto con l’attacco degli Stati Uniti ed Israele all’Iran in uno studio del Climate and Community Institute pubblicato sul Guardian.
Solo le prime due settimane di conflitto hanno causato oltre 5 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra, prosciugando il bilancio globale del carbonio più velocemente degli 84 Paesi a minor impatto messi insieme, o se vogliamo vederla da un altro punto di vista, le stesse emissioni nello stesso periodo di un Paese di medie dimensioni con economia sostanzialmente fossile come il Kuwait. Come se al mondo avessimo aggiunto i consumi di 84 Paesi poco impattanti o di uno solo molto inquinante. Non ci basta avere un problema enorme da risolvere come la globalizzazione delle emissioni fino all’alterazione del sistema climatico, dobbiamo peggiorare le cose scatenando guerre.
Il Guardian scrive che il Medio Oriente sta diventando una zona ambientalmente sacrificale gigante, dove milioni di persone ne subiranno le conseguenze per decenni se non per secoli, ma questo causerà danni a tutto il pianeta. Si tratta di un altro passo verso un pianeta più caldo, più invivibile, più instabile, con meno risorse, più iniquo, di cui le persone che prendono decisioni come questa saranno maggiormente responsabili, ma pur augurando loro il massimo di durata della vita possibile non ci saranno più.
Entrando nei dettagli, le emissioni principalmente provengono dalla distruzione di edifici civili, dal carburante per fare volare gli aerei, dai depositi iraniani di carburante bombardati (abbiamo visto tutti le immagini delle nubi e della pioggia nere come pece sopra Teheran), dai missili, le bombe, i droni. In tutto e in sole due settimane: 5.055.016 tonnellate di CO2 equivalenti.
Una follia che, purtroppo, da parte di un personaggio arrivato a guidare la più grande potenza del mondo affermando che il problema ambientale non esiste, non è che un pericoloso tassello della vasta gamma di espressioni umane capacissime dalla notte dei tempi di condurci verso il baratro.
PS: il dibattito italiano continua imperterrito ad evitare quanto possibile questi temi. La locuzione “ambientalismo ideologico”, o similari, non si sopporta più. Propongo di cambiare canale ogni volta che compare qualcuno che la tira fuori.
L’articolo del Guardian si trova a questo indirizzo:
https://www.theguardian.com/world/2026/mar/21/middle-east-iran-conflict-environment-climate