Nuove, e buone (per una volta) notizie: secondo il comunicato stampa di Terna uscito due giorni fa, nel 2024 abbiamo raggiunto i 76,6 GW di potenza rinnnovabile, con un incremento di capacità in un solo anno di 7,5 GW, in crescita di ben +29% rispetto all’anno precedente, costituiti da oltre 50 GW di potenza installata con i soli solare ed eolico, per 37,1 GW il primo e 13 GW il secondo.
Sul versante della produzione, la crescita dell’offerta rinnovabile è stata importante, di +13,4%, mentre considerando solo il fotovoltaico abbiamo raggiunto il record storico con 36,1 TWh. In concomitanza, la produzione da fonte idrica è stata decisamente positiva, con un incremento di +30,4%.
Riguardo invece gli accumuli, nel 2024 la potenza nominale in esercizio è aumentata di 2,1 GW, per un totale di 5,6 GW, di cui circa 1 GW è di grande taglia.
La domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per 83,7% con la produzione nazionale, e per il restante 16,3% dal saldo con l’estero, tramite le interconnessioni della rete con gli altri Paesi. La produzione nazionale è aumentata rispetto all’anno precedente grazie all’incremento dell’idroelettrico e del fotovoltaico, mentre risulta in calo il termoelettrico, e soprattutto il ricorso al carbone, che registra un significativo -71%, con conseguente riduzione delle emissioni di CO2 di oltre 8 milioni di tonnellate.
Con le fonti rinnovabili che sono arrivate a superare il 40% di copertura del fabbisogno, possiamo affermare che il sistema energetico italiano sta diventando progressivamente più sostenibile, mostrando una tendenza che arriva a superare le previsioni (le nuove installazioni superano abbondantemente il target del DM Aree Idonee del giugno ‘24), modificando nel corso del tempo uno stato che sembrava inalterabile. Chi, come me, segue da molto tempo il tema, ricorderà i ministri che una ventina di anni fa decretavano in ogni dove l’impossibilità di cambiare le cose per via di una presunta inefficacia delle fonti rinnovabili. Ora siamo qui a commentare l’esatto opposto, un percorso che in altre parole può essere visto come un’autentica speranza per il futuro, nonostante tutte le resistenze e nonostante tutto ciò che accade.
Siamo in una fase, nel mondo, in cui si cerca di raschiare il fondo del barile, cercando il petrolio che resta, che si trovi nella foresta Amazzonica o nell’Artico, che sia bitume (Venezuela) o che sia associato a gas, che appartenga ad altri Paesi e non al proprio, come vorrebbero gli USA di Trump, dopo che il fracking in casa propria è in calo e i costi superano la resa. Lo slogan sembra essere bruciamo tutto il possibile dopo che abbiamo inquinato il mondo, e avanti fino alla fine. Un percorso molto pericoloso.
Al contrario, il petrolio che resta andrebbe lasciato sotto terra per il bene di tutti, con le alternative che ci sono, sono tecnologicamente mature, e che sono persino economicamente più valide delle vecchie fonti energetiche fossili.
I dati più dettagliati si trovano al link seguente:
https://www.terna.it/it/media/comunicati-stampa/dettaglio/consumi-elettrici-2024
