lunedì 8 maggio 2017

Il nuovo pacchetto energia della Commissione Europea

La Commissione Europea ha presentato un pacchetto di misure "per mantenere l'Unione Europea competitiva mentre la transizione verso le energie pulite sta cambiando i mercati energetici globali", come si legge sul sito (gli indirizzi sono in calce).
Il nuovo pacchetto energia, denominato “Energia pulita per tutti gli europei”, delinea le nuove vie comunitarie che seguiranno le rinnovabili, l'efficienza, il mercato elettrico e i trasporti, attraverso una serie di documenti che compongono il quadro d'intervento della Commissione Europea sul tema energetico.
La Commissione afferma la volontà che l'UE sia guida del processo transitorio verso un sistema ad energia pulita, e non sia soltanto capace di adattarvisi. Da ciò consegue l'impegno di tagliare di almeno il 40% al 2030 le emissioni di CO2, accompagnandolo da un processo di modernizzazione dell'economia che consenta crescita e lavoro per tutti i cittadini dell'Unione. Gli obiettivi da raggiungere in tal quadro sono tre: porre al primo posto l'efficienza energetica, raggiungere la leadership nelle energie rinnovabili, e costruire un mercato favorevole per i consumatori.
Tra gli elementi più qualificanti del pacchetto energia, l’introduzione di un obiettivo vincolante per l’efficienza energetica: una riduzione del 30% dei consumi energetici entro il 2030.  Si tratta di un provvedimento atteso da tempo. Nessuna modifica invece per le rinnovabili, il cui traguardo rimane al  27%, nonostante l’UE possa contare fin da oggi su una percentuale intorno al 24%. La scelta sembra dunque quella di non accelerare sulle energie verdi, considerazione che appare supportata anche dalla proposta di aggiornamento della Direttiva rinnovabili, dove viene inserita una misura sulla priorità di dispaccio, che prevede che nei Paesi con una quota di rinnovabili già ampia (del 15%) i nuovi impianti eolici e fotovoltaici non abbiano più diritto di precedenza sulle fonti fossili. La disposizione continuerà a valere solo per le centrali già esistenti e su piccola scala.
In favore delle fonti fossili, invece, va l’estensione a tutti gli Stati membri del capacity payment, vincolato però a precisi limiti di emissione: gli impianti non devono emettere più di 550g di CO2 per kWh prodotto. Una misura che colpisce le centrali più vecchie ed obsolete, aprendo invece alla remunerazione della capacità impiegata per quelle più recenti.
Per raggiungere il nuovo obiettivo di efficenza energetica del 30% al 2030, il pacchetto energia richiede anche un impegno sull'efficentamento degli edifici, a partire dagli standard per gli edifici ad energia quasi zero (Near Zero Energy Buildings), che include per i nuovi edifici la generazione di elettricità sul posto, e le infrastrutture necessarie alla mobilità elettrica, oltre a sistemi per riscaldamento, produzione di acqua calda, condizionamento e raffrescamento.
Anche i trasporti sono inclusi nei nuovi provvedimenti. Per esempio, si prevede che la mobilità elettrica entri a pieno titolo nella progettazione edilizia urbana. Secondo le nuove misure, tutti gli edifici non residenziali, di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione importante, qualora dispongano di più di dieci posti auto, devono predisporne almeno uno ogni dieci con punti di ricarica elettrica. Gli Stati membri possono a loro discrezione estendere o meno questa normativa alle PMI.
La Commissione Europea pone, infine, l'accento sulla riforma del mercato dell'energia che dovrebbe modificare il ruolo dei consumatori europei, rendendoli "protagonisti centrali sui mercati dell’energia del futuro". I consumatori, infatti, secondo le nuove norme avranno la possibilità di produrre e vendere energia autonomamente, grazie a misure di revisione del mercato elettrico, mentre maggior conoscenza e chiarezza dovrebbe giungere dalla diffusione di contatori intelligenti, bollette chiare e condizioni di commutazione più facili. Negli intenti della Commissione si rileva anche l'indicazione del passaggio alla concorrenza effettiva, rimuovendo l'intervento pubblico sui prezzi, da realizzarsi secondo un percorso graduale.
La Commissione europea prevede che il pacchetto invernale mobiliti fino a 177 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati all’anno a partire dal 2021. Se le stime venissero rispettate si produrrebbe un aumento dell’1% del PIL nel prossimo decennio.
Per quanto riguarda la transizione alle fonti rinnovabili, si delinea un quadro a luci ed ombre. Alcuni provvedimenti sono sicuramente positivi, altri più discutibili nell'ottica della decarbonizzazione del sistema energetico.
Per i dettagli, si possono consultare i seguenti siti, dove è possibile scaricare i documenti relativi:

https://ec.europa.eu/energy/en/news/clean-energy-all-europeans-top-topic-eu-energy-council


https://ec.europa.eu/energy/en/news/commission-proposes-new-rules-consumer-centred-clean-energy-transition


Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

In evidenza

L’energia in UE per costruire una strategia

  Bene affrontare il tema energetico a livello europeo, di cui si parla in questi giorni, ma deve essere chiaro che si tratta di costruire u...

Più letti