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mercoledì 28 ottobre 2026

Il prezzo dell'inazione

 Il gas alla borsa di Amsterdam ha superato oggi i 100 euro /MWH, con un rialzo di 4,1% rispetto a quattro anni fa, dopo l'attacco russo all'Ucraina, a cui si aggiunge nel frattempo la guerra voluta da Trump all'Iran. Due atti sciagurati che hanno modificato in tempi brevissimi le condizioni dell'approvvigionamento energetico dell'Europa. Quanto al petrolio, il Brent ha raggiunto oggi i 115 dollari al barile, e il Wti  supera i 102 dollari/barile. (La notizia è di oggi dell'Ansa).

Finché non si capisce che l'unico modo per evitare crisi energetiche consiste nel passaggio a fonti di energia alternative – e fin qui non lo si è capito con chiarezza – il problema è destinato a ripetersi in relazione alle situazioni geopolitiche internazionali. In Italia, abbiamo creato nel corso del tempo una eccessiva dipendenza dal gas metano, puntando per anni sulla costruzione di centrali turbogas, mentre abbiamo faticato a puntare con decisione sulle rinnovabili per una serie di ragioni: scarsa convinzione dei decisori politici, interessi internazionali, resistenza a trasformare un sistema consolidato, e resistenze analoghe nell'accettare il nuovo nei territori. Nonostante tutto, abbiamo una percentuale rilevante di fonti alternative, dovuta sia alla promozione delle rinnovabili “nuove” sia alla quota storica di idroelettrico, che si assesta ora al di sopra del 40% (del fabbisogno elettrico) ma avrebbe potuto essere ben superiore se fosse stata correttamente guidata. Oggi che siamo in generale più inclini alla transizione energetica, restiamo però ancora quasi fermi, o ci muoviamo poco, per anni passando dal 35% al 40%. Non si capisce cosa stiamo aspettando, perché la causa dei prezzi elevati di tutte le fonti fossili, dal gas al petrolio, non è “la guerra” le cui nefaste conseguenze sono note da quando esiste l'umanità, ma è l'incapacità di caratterizzare il nostro sistema da maggior sicurezza. Va detto chiaramente: la sicurezza energetica non si fa con le centrali a gas. Si fa con i pannelli solari. Soprattutto se non hai gas.

Se le fonti rinnovabili sono intermittenti, ci si deve impegnare in un'adeguata politica degli accumuli; se si vuole mantenere una quota base di gas, lo si fa ma deve essere largamente minoritaria. Le fonti rinnovabili sono libere e i raggi solari non costano niente. Non passano nemmeno per lo Stretto di Hormuz.

Dicono che con i pannelli solari o le pale eoliche non si fanno viaggiare le auto e i camion. Ma con altri mezzi, sì. Riguardo i trasporti, siamo al paradosso che il governo ha chiesto, sostenuto, perorato la causa delle auto a benzina, ed ora la benzina costa due euro (fino a fine anno) al litro, il gasolio due e trenta, gravando sui bilanci familiari e sull'economia in generale (oltre che su coloro che nel settore ci lavorano, come dimostrano le proteste di questi giorni).

Va compreso un fatto: che se ci ostiniamo ancora, e per chissà quanto, a ritardare quello che sarà un passaggio inevitabile ai mezzi alternativi per il trasporto – elettrici, e aggiungiamo anche gli oli vegetali e il biodiesel - ci ritroveremo di nuovo nei prossimi anni ad affrontare crisi come questa (che peraltro, non è la prima). Dobbiamo investire in ciò che serve oggi, non in ciò che serviva negli anni '50, e dobbiamo farlo perché quanto sta accadendo è il frutto dell'inazione del passato. Avremmo già dovuto essere ai ripari dalle crisi energetiche del petrolio e del gas.

L'obiezione che ci guadagna la Cina, mentre l'Europa mette regole green e ci rimette, è davvero surreale: se la Cina sa prendere decisioni migliori e sa affiancare alle politiche energetiche adeguate politiche industriali buon per lei, vorrà dire che ci venderà i dispositivi che invece noi non facciamo perché non siamo in grado di fare adeguate politiche industriali.

Siamo veramente al limite dell'assurdo nel voler difendere il vecchio sistema (che ci ha arricchito, ma che per l'appunto è vecchio) rimettendoci ad ogni livello, e quel che è peggio, preparando oggi quanto ci rimetteremo in futuro.

Sarebbe ora di aprire gli occhi e smetterla di immaginare che il mondo resti fermo dov'era un tempo.

La notizia Ansa:

https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/energia/2026/10/28/il-gas-supera-i-100-euro-timori-di-una-crisi-energetica-in-europa_6b8c28c3-5bcb-4c06-8b0f-995573b2a6a6.html


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