lunedì 6 gennaio 2025

Caro bollette: sarebbe utile aprire un dibattito sul meccanismo di formazione dei prezzi

 Si parla nuovamente in questi giorni dell’aumento del prezzo dell’energia e del conseguente aggravio sulle famiglie e sulle imprese.  La guerra in Ucraina ha portato sotto i riflettori il fatto, che avrebbe dovuto essere già precedentemente fonte di preoccupazione riguardo la sicurezza, che una quota eccessiva di gas naturale proveniva dalla Russia, e bene ha fatto il governo a ridurre in tempi brevi una dipendenza non più accettabile. Ora, il prezzo del gas stesso è già stato oggetto di speculazioni e può esserlo ancora, tanto che il Ministro dell’Ambiente e dell’Energia ha chiesto un price cap in sede europea di 50/60 euro al megawattora. 

Il metano lo usiamo sia per riscaldamento, sia per produrre energia elettrica, e un aumento delle bollette va a colpire le famiglie, e le imprese che producono evidentemente utilizzando energia. Dato che sono convinta che se non si risale all’origine delle questioni non se ne comprendono appieno le caratteristiche, penso sia utile rivedere come si forma il prezzo dell’energia elettrica in Italia, dato che il gas viene ancora abbondantemente utilizzato nelle centrali termoelettriche per produrre elettricità, appunto.

Nel nostro Paese, il prezzo dell‘energia elettrica viene determinato all’interno di un sistema di mercato libero, diviso in fasi diverse: il “mercato del giorno prima” dove vengono presentate le offerte e da cui nasce il PUN (prezzo unico nazionale), il “mercato infragiornaliero”, il “mercato del dispacciamento”, e infine, contratti bilaterali diretti fra produttori e consumatori. Il sistema, con la gestione delle variazioni nella domanda o nell’offerta in tempo reale, ha lo scopo di garantire sicurezza dell’approvvigionamento dell’energia richiesta. Per determinare quali offerte vengono accettate e quali no, c’è il meccanismo delle “aste marginali”, che prevede il “prezzo marginale”, vale a dire il prezzo dell’ultima quota di energia necessaria per soddisfare la domanda in un dato momento. Si tratta sempre di gas, per cui il prezzo del gas è quello che vale per tutti, per così dire, anche per la quota di rinnovabili, oggi non più trascurabile ma, al contrario, rilevante. Le rinnovabili evidentemente non utilizzano gas, e non dovrebbero esserne influenzate nella formazione del prezzo finale.

Sulla questione delle modalità con cui si formano i prezzi dell’energia elettrica, e della loro attualità, ci sono due begli articoli sulla rivista Qualenergia pubblicati due/tre anni fa, quando il problema dell’incremento dei prezzi si è presentato con forza. Ne suggerisco la lettura, a questi link:


https://www.qualenergia.it/articoli/prezzi-elettrici-alle-stelle-tutta-colpa-prezzo-marginale/


https://www.qualenergia.it/pro/articoli-pro/formazione-prezzo-mercati-elettrici-criticita-soluzioni-caro-energia-futuro-rinnovabili/




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