“IMPRUDENTE NON AVER DIFFERENZIATO MAGGIORMENTE LE NOSTRE FONTI DI ENERGIA” (Mario Draghi, informativa in Parlamento sulla situazione in Ucraina).
Surreale che il Parlamento abbia applaudito, visto che i partiti principali, nessuno escluso, e numerosi parlamentari sono i responsabili diretti della carenza ultradecennale della politica energetica italiana. Costoro hanno relegato per anni l’energia agli ultimi posti nell’agenda politica, quando non hanno apertamente ostacolato lo sviluppo delle rinnovabili e l’estensione dell’efficientamento, in contrasto con le tesi ambientaliste costantemente accantonate se non evitate all’interno dei partiti che hanno governato l’Italia negli ultimi trenta anni.
Qualcosa si è fatto ma con difficoltà, ritardi, e portando avanti una continua battaglia ad ogni livello, anche regionale e locale, contro tesi superate ma in voga fra la maggioranza degli esponenti politici. Fermo restando che ora importiamo il 40% del gas dalla Russia, e questo è un fatto.
Non per polemizzare, ma perché è giusto che ciascuno si assuma le proprie responsabilità.
A breve farò seguire un’analisi più dettagliata.
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